 |
Perché un’altra Europa è possibile: NO a questa “Costituzione”!
Il trattato costituzionale sarà nei prossimi giorni l’oggetto di una votazione in diversi paesi dell’Unione europea. Questo progetto concerne tutti i popoli in Europa:esso non solo conferma le politiche neoliberiste condotte da due decenni, in particolar modo quelle che fanno dell’Europa una componente centrale della mondializzazione neoliberista, ma intende pure renderle perenni dando loro una legittimità costituzionale.
La lotta per la costruzione di un’Europa sociale e solidale passa dal rifiuto di questo trattato. Per questa ragione, attac Svizzera lancia un appello a tutte le cittadine ed i cittadini d’Europa alla mobilitazione contro questo progetto devastante. In previsione dell’importanza centrale che la votazione francese del 29 maggio 2005 avrà, attac Svizzera invita i/le militanti e i/le simpatizzanti d’attac a rispondere all’appello di attac Francia per creare delle équipe di volontari internazionali contro questa “Costituzione”. Il NO di attac Svizzera va oltre l’affermazione di solidarietà con le sezioni di attac d’Europa implicate in questa iniziativa. Anche se per ora, un’adesione formale della Svizzera all’Ue non è d’attualità, le politiche economiche e sociali svizzere sono intimamente legate alla “Costituzione” neoliberista dell’Ue. Gli accordi bilaterali ne sono una prova, poiché questi, in nome della sacrosanta “competitività”, privilegiano la difesa del segreto bancario a scapito dei diritti dei lavoratori e degli immigrati. Un’altra Europa, sociale, solidale, egualitaria e pacifista resta da costruirsi. Attac Svizzera si impegna con l’insieme dei movimenti sociali dei Forum sociali e delle mobilitazioni europee. Insieme costruiremo un movimento sociale europeo per un’Europa che non sia una fortezza, un’Europa dei diritti politici, economici e sociali per tutte e per tutti.
Per un’altra Europa, contro la “Costituzione”
Il “trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa” (comunemente mai ingiustamente detto “Costituzione europea”) è sottoposto a ratifica in diversi paesi dell’Ue. Questo trattato concerne tutti i popoli d’Europa chiamati o no a votare, abitanti o no in uno Stato membro dell Unione europea (Ue). Il trattato, non solo conferma le politiche neoliberiste condotte da due decenni, in particolar modo quelle che fanno dell’Europa una componente centrale della mondializzazione neoliberista, ma intende pure renderle perenni dando loro la legittimità che conferirebbe una Costituzione. Esso inalza il libero mercato e la concorrenza a valori imprescindibili, ai quali sono assoggettati i diritti sociali, economici ed ambientali. Inoltre esso sarà imposto ad ogni nuovo Stato membro, senza alcuna possibilità di trattativa ed in modo praticamente irreversibile.
Contrariamente a quanto affermano i difensori del trattato, un NO a questa “Costituzione” non è un NO all’Europa ma un SI ad un’ altra Europa, un’Europa basata sui diritti, sull’uguaglianza e la solidarietà tra i popoli. Per questa ragione, attac Svizzera invita tutte le cittadine e tutti i cittadini alla mobilitazione contro questo progetto devastante.
(Auf Deutsch, en français, in English)
Dire NO a questa “Costituzione”...
... significa opporsi alla costruzione di un’Europa non democratica
Non ci son stati né elezione di Assemblea costitutiva né dibattito pubblico. Le trattative si son tenute all’insaputa del pubblico. Ci vuole peraltro l’unanimità dei membri per modificare il testo, cosa che, con gli allargamenti futuri, è di fatto impossibile.
... significa opporsi ad un’Unione europea ultraliberista
Dieci anni dopo il trattato di Maastricht, il bilancio è chiaro: flessibilità e precarietà del lavoro, diminuzione delle tasse, delocalizzazione, smantellamento dei servizi pubblici e licenziamenti borsistici avanzano di buon passo. Il trattato costituzionale regola strettamente la politica dell’ Unione e l’orienta in modo duraturo verso il “tutto-liberista” vantato dall’élite economica e finanziaria, le multinazionali e le istituzioni finanziarie internazionali.
Diversamente dalla maggior parte delle Costituzioni dei paesi d’Europa, il trattato assoggetta le rare menzioni dei diritti sociali al rispetto della libera concorrenza, e li considera solamente “...tenendo conto...della necessità di mantenere la competitività dell’economia dell’Unione.“ (art. III-209). Esso impedisce così ogni politica progressista di un governo che cercherebbe di offrire a tutte ed a tutti il diritto all’alloggio, il diritto ad un lavoro sicuro (diritto peraltro citato nella dichiarazione dei diritti umani) ed alla sicurezza sociale.
In nome di questa “libera concorrenza”, il trattato si limita a citare i “servizi d’interesse economico generale” (SIEG). La nozione di servizio pubblico non esiste nei testi dell’Unione europea. Inoltre, i SIEG non sono più riconosciuti come un valore dell’Unione (art. I-2), costituendo così una regressione rispetto al trattato di Amsterdam, né sono considerati come degli obiettivi (art. I-3). Devono dunque esser compatibili con il diritto dell’Unione (art. II-96) e, secondo questo diritto, sono loro applicabili le leggi della concorrenza non falsata (art. II-122; art. III-161 e 169); “...sono incompatibili con il mercato interno...gli aiuti concessi dagli Stati membri, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese e talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.” (art. III-167): la negazione di ogni politica di servizi pubblici.
L’impossibilità di instaurare un controllo od una Tobin Tax dei flussi finanziari internazionali è così scolpita nella roccia. Infatti l’articolo III-156 stipula che: “Nell’ambito della presente sezione sono vietate le restrizioni sia ai movimenti di capitali sia ai pagamenti tra Stati membri, e tra Stati membri e paesi terzi.”.
Questi esempli scelti fra molti indicano che questa “Costituzione” rappresenta un passo di più verso lo smantellamento del sistema sociale europeo, sebbene imperfetto e non omogeneo, ma che è il frutto di oltre un secolo di lotte e d’emancipazione dei movimenti sociali.
... significa opporsi al progetto europeo militarista
Il trattato rovina in modo duraturo la speranza di quelle e quelli che volevano vedere nascere un’Europa cittadina impegnata per la pace. Sottomette la politica straniera europea all’organizzazione del trattato Nord Atlantico (OTAN). Lascia le mani libere ai dirigenti degli Stati uniti ed ai loro alleati europei, le quali politiche espansionistiche e imerialistiche mettono ogni giorno in pericolo i popoli e il pianeta. Inoltre, la conferma costituzionale dell’agenzia europea dell’armamento farebbe di questa il motore della crescita programmata delle spese per la difesa, delle attività di ricerca e l’industria militare.
Una politica a tutti i livelli, in Svizzera, in Europa, nel mondo intero
Il NO di attac Svizzera va oltre l’affermazione di solidarietà con le sezioni di attac Europa implicate in questa iniziativa. Anche se per ora, un’adesione formale della Svizzera all’Ue non è d’attualità, le politiche economiche e sociali svizzere sono intimamente legate alla “Costituzione” neoliberista dell’Ue. Per paura di “perdere la nostra competitività” di fronte ai “concorrenti” europei, la maggior parte delle misure di liberalizzazione prese dall’Ue sono adattate in Svizzera su pressione degli ambienti economici e finanziari. Così, l’apertura forzata dei “mercati” delle telecomunicazioni, della posta o dell’elettricità si sono fatte eco delle diverse direttive emanate dalla commissione europea. La prova è data dagli accordi bilaterali che privilegiano la difesa del segreto bancario a scapito dei diritti dei lavoratori e degli immigrati.
Con il progetto di una direttiva europea sui servizi (la “direttiva Bolkestein”) che ha per scopo di liberalizzare il mercato interno dei servizi all’interno dell’Europa, gli attacchi neoliberisti della commissione europea contro i capisaldi del modello sociale europeo diventano inoltre sempre più radicali e determinati. In mancanza di un’armonizzazione dall’alto dei sistemi di sicurezza sociale e di regolarizzazione dei mercati del lavoro, questa politica tende a far entrare direttamente in concorrenza i lavoratori d’Europa, instaurando così una situazione inaccettabile di “dumping” sociale. Questa concorrenza ha peraltro lo scopo di rinforzare la posizione delle multinazionali europee, che sperano l’apertura dei mercati dei servizi a livello planetario, attraverso le negoziazioni dell’accordo generale sul commercio dei servizi (AGCS/GATS) all’interno dell’organizzazione mondiale del commercio.
Attac in Svizzera e nel mondo intero si mobilizza per un disarmo dei poteri finanziari (multinazionali, istituzioni finanziarie) e per una riconquista dei popoli delle loro società (per dei servizi pubblici gestiti da e per tutti e tutte, per il diritto all’autodeterminazione e alla sovranità alimentare...).
Attac in Europa si è molto impegnata nella campagna per il NO. Attac Svizzera si aggrega agli appelli di Attac Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Spagna, Francia, Grecia, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Polonia e Portogallo a rifiutare il trattato. Attac Svizzera condanna dunque questa “Costituzione europea” e lancia un appello a tutti i suoi membri che ne hanno la possibilità (in particolare quelli e quelle che hanno la doppia cittadinanza) a votare e a mobilizzarsi contro.
In previsione dell’importanza centrale che la votazione francese del 29 maggio 2005 avrà, Attac Svizzera invita i suoi membri e simpatizzanti ad accettare l’invito di Attac Francia ed a partecipare alle équipe di volontari europei per il NO alla “Costituzione” (invito).
ATTAC
Rue des Savoises 15
1205 Ginevra, Svizzera
L’Europa sociale, solidale, egualitaria e pacifica resta da costruire. Attac Svizzera si impegna con i movimenti sociale europei dei Forum sociali europei di Firenze, Parigi e Londra, così come durante le mobilitazioni europee. Insieme costruiamo un movimento sociale europeo per un’altra Europa possibile.
Riconquistiamoci il nostro futuro.
|